Rischio Chimico

Definizione del rischio chimico: come avviene la valutazione?

Più diffuso di quanto l’opinione pubblica sia portata a pensare, il rischio chimico è un’evenienza alla quale è sottoposta una lunga serie di attività lavorative.
In relazione all’articolo 222 del Decreto Legislativo 81/08, ogni composto o elemento chimico con cui si interagisce nell’espletamento di una funzione lavorativa può, se non opportunamente maneggiato, rappresentare una fonte di pericolo per la salute.
L’elevata presenza di sostanze chimiche ha perciò dettato un’estensione del rischio chimico all’interno degli ambienti di lavoro, che ha reso necessaria l’identificazione di un sistema univoco di classificazione degli agenti pericolosi. Questi ultimi vengono suddivisi in prodotti aventi proprietà pericolose (nel caso di sostanze esplosive, corrosive, comburenti o infiammabili) e agenti contrassegnati da proprietà tossicologiche (sostanze nocive, tossiche, irritanti, cancerogene, sensibilizzanti e teratogene).

La valutazione del rischio chimico è necessaria in previsione dello svolgimento di un qualsiasi lavoro che richieda la sottoposizione diretta dei professionisti all’azione potenzialmente dannosa delle sostanze nocive. Dopo aver stabilito a priori l’entità dei pericoli, come definito tra gli oneri del datore di lavoro negli articoli 225 e 226 del Testo Unico, quest’ultimo è tenuto a fornire ai dipendenti tutti gli strumenti e le competenze preventive atte a far fronte allo specifico pericolo.
L’opera di valutazione del rischio prevede, generalmente, tre fasi principali: in primis avviene la Valutazione del Pericolo, ossia l’analisi delle Schede di Sicurezza. Segue la Valutazione dell’Esposizione, lo studio cioè delle modalità attraverso le quali l’esposizione ed il contatto con le sostanze possa determinare un rischio per la salute. In ultimo, nella fase denominata Caratterizzazione del Rischio, attraverso i risultati ottenuti dalle precedenti osservazioni, il Datore di lavoro elabora le misure preventive e di sorveglianza sanitaria rivolte all’eliminazione o alla riduzione dei pericoli.

Per attenersi in modo sicuro alle disposizioni previste dalla Legge è raccomandabile di fare riferimento al Modello Movarisch, dettagliata scheda di analisi che consente la valutazione del rischio attraverso l’identificazione ed il peso assegnati a parametri predefiniti.

L’individuazione del rischio chimico è un’operazione complessa che tiene conto delle caratteristiche dell’ambiente di lavoro e della specificità delle operazioni da svolgersi all’interno del sito. Di solito, per la misurazione dell’agente chimico è diffuso l’impiego di algoritmi di valutazione che attribuiscono un valore di riferimento a tutti i fattori atti a determinare il rischio. Sono proprio i dati scaturienti dalla connessione dei valori di Rischio R, Pericolo P ed Esposizione E a determinare riferimenti numerici utili a poter valutare correttamente quali misure di sicurezza adottare.

Come si interpreta il modello del documento di valutazione rischio chimico?

Per la valutazione del rischio chimico il modello basato su algoritmi è di gran lunga il più comune, affidabile ed utilizzato. Naturalmente, l’efficacia di questo sistema scaturisce dalla pertinenza dei fattori indicati alle specifiche tipologie di rischio.

Come si costruisce l’algoritmo per la valutazione del rischio chimico?

I fattori matematici tenuti in considerazione devono pertanto connettersi in una relazione matematica semplice, dalla quale si ricava un numero preciso che quantifica il valore a cui fare riferimento all’interno di una scala predefinita.

Quali sono i dispositivi di protezione individuale (DPI)

I DPI sono tutti i dispositivi in grado di arginare o neutralizzare il rischio chimico connesso al lavoro. Tali strumenti devono essere resistenti, economici, adattabili, facili da impiegare e dotati di un design tale da non interferire con lo svolgimento dei lavori.

Come operare con agenti chimici pericolosi?

Per lo svolgimento di mansioni da svolgersi a stretto contatto con sostanze chimiche pericolose, spetta al datore di lavoro la definizione di un modus operandi tale da permettere ai lavoratori di salvaguardare la propria salute. Insieme a questo, è necessario fornire a tutti i professionisti le competenze necessarie a fronteggiare ogni specifica situazione di rischio.

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