ventilazione

Come avviene la valutazione della qualità dell’aria?

Sono molteplici i rischi alla salute connessi allo svolgimento di attività lavorative all’interno di ambienti non sottoposti ad una corretta ventilazione e ad un’adeguata depurazione dell’aria.
Anche per questo motivo il Decreto Legislativo 81/08 disciplina la necessità di osservare alcune disposizioni, varate in concerto con le principali istituzioni medico-sanitarie del Paese, atte a garantire un livello di sicurezza tale da non inficiare lo stato di salute di quanti sono chiamati ad operare all’interno di uno specifico ambiente.
Ad essere particolarmente soggetti ai rischi causati da una cattiva ventilazione o da una carente depurazione dell’aria sono soprattutto quanti operano nel settore della saldature, della lavorazione di vetroresina, legno e calzature e quanti svolgono professioni che richiedano l’uso di particolari macchine utensili.

Concetto fondamentale sotteso dalla stessa normativa attualmente in vigore è l’allestimento di un ambiente confortevole per i lavoratori prima ancora dell’inizio dell’attività da svolgersi all’interno del sito: di conseguenza, il datore di lavoro è tenuto a dotare l’edificio che prevede di destinare allo svolgimento della sua attività di tutti i dispositivi atti a garantire il corretto smaltimento di tutte le sostanze che, se inalate, potrebbero determinare pericolo per la salute dei dipendenti.

Per questo motivo, ogni ambiente di lavoro deve essere provvisto di appositi strumenti funzionali a provvedere ad una corretta distribuzione dell’aria: laddove non fossero sufficienti le tradizionali finestre o i lucernari, è opportuno collocare sulle pareti appositi sfoghi o arricchire l’edificio di congegni meccanici o elettronici adatti alla tipologia di lavoro da svolgersi nel sito. Naturalmente tutti i sistemi di aerazione meccanica devono avere caratteristiche corrispondenti a quanto disposto dalla legge ed essere adeguati alla mole di lavoro che si rende necessario per provvedere alla ventilazione forzata.

E’ dunque dalla combinazione del ricambio naturale dell’aria e della ventilazione forzata che si ottiene un equilibrio tale da assicurare ai lavoratori un livello di sicurezza sufficiente a compromettere le condizioni necessarie a non intaccare la loro salute.

Quali sono i rischi relativi ad una ventilazione ambientale scarsa?

I rischi connessi ad una ventilazione ambientale poco efficiente sono molteplici e tutti potenzialmente piuttosto dannosi per l’organismo: tra questi, ovviamente tutti riconducibili al sistema cardiocircolatorio, è possibile citare ipossiemia, ipoventilazione, asma, ipercapnia,

Quali sono i criteri di volume relativi a polveri, fumi, gas, vapori o fibre

Classificare in maniera corretta la percentuale di rischio connessa allo svolgimento di un lavoro che impone la sottoposizione a polveri, fumi, gas, vapori o fibre è impresa ardua, in quanto fondata su parametri non sempre oggettivi. Proprio per questo motivo, alcuni esperti in Igiene Industriale e Medicina del Lavoro hanno recentemente sviluppato un modulo, denominato con l’acronimo JEM, che permette, attraverso un questionario, di ricavare un pacchetto di dati capaci di determinare quali siano le specifiche patologie connesse all’espletamento di ogni mansione e di formulare una stima semiquantitativa di sintomi biologici connessi all’inalazione di sostanze nocive.

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