verifica attrezzature di lavoro

Verifiche Periodiche delle Attrezzature a Pressione e per il Sollevamento persone e materiali

Secondo il D.Lgs.81/08 tutti i mezzi di sollevamento persone e materiali che non sono soggetti all’azionamento manuale ed elementi in pressione (caldaie, generatori, serbatoi, etc.), devono essere soggetti al nuovo regime di Verifiche Periodiche dell’Attrezzature di Lavoro.
Il Datore di Lavoro, quindi, è il responsabile della sicurezza dei propri dipendenti e dell’istallazione corretta, dell’uso e della manutenzione di tutte le attrezzature utili ai lavoratori, così come il mantenimento della sicurezza sul luogo.

Le verifiche periodiche devono essere effettuate da Soggetto Abilitato come Sicurezza Tirelli, secondo la frequenza stabilita nell’allegato VII del D. Lgs. 81/08 e s.m.i.
Nel caso in cui l’INAIL non provveda alla verifica delle attrezzature di lavoro secondo i tempi previsti, il Datore di Lavoro può richiedere di soggetti pubblici o privati dotati di abilitazione, e deciderà in seguito come effettuare anche le prossime verifiche. Tutti gli inadempimenti sono a carico del Datore di Lavoro come mancata esecuzione della verifica periodica o della mancata risposta/intervento dei soggetti abilitati.

Quando fare la verifica dell’attrezzature di lavoro?

Secondo il D. Lgs 81/08, art.71, comma 11, il Datore di Lavoro è tenuto a provvedere alla prima verifica delle attrezzature di lavoro entro 45 giorni dalla richiesta. Nel caso in cui l’INAIL non sia in grado di provvedere alla verifica di propria competenza, il Datore potrà rivolgersi ad un Soggetto convenzionato anche in caso di scadenza dei 45 giorni. Per le verifiche successive, è possibile rivolgersi all’ASL di competenza oppure rivolgersi allo studio che provvederà all’esecuzione stessa.

Quali sanzioni in caso d’inadempimento?

Nel caso di mancata richiesta della verifica periodica degli impianti di lavoro, il Datore è soggetto ad una sanzione amministrativa pecuniaria da 500 a 1.800 euro (art.87, c. 4, lettera b) del D.Lgs. 81/08 e s.m.i, e all’arresto da 3 a 6 mesi o ammenda da 2.500 a 6.400 euro (art.87, c. 2, lettera c) del D.Lgs. 81/08 e s.m.i.) in caso di mancata esecuzione dei controlli.

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